Roma, 12 set – “Scalfaro fece quello che poteva fare o non lo fece? Non c’è costituzionalista che non si sia soffermato sulla sua figura: fece degli errori come tutti, ma non gli errori furono la cifra della sua presidenza. Ritengo che un giudizio politico di sintesi si possa trovare nel celebre discorso che Roosevelt tenne alla Sorbona nel 1910: ‘Non è il critico che conta, né l’individuo che indica come l’uomo forte inciampi, o come avrebbe potuto compiere meglio un’azione. L’onore spetta all’uomo che realmente sta nell’arena, il cui viso è segnato dalla polvere, dal sudore, dal sangue; che lotta con coraggio; che sbaglia ripetutamente, perché è non c’è tentativo senza errori e manchevolezze; che lotta effettivamente per raggiungere l’obiettivo; che conosce il grande entusiasmo, la grande dedizione, che si spende per una giusta causa; che nella migliore delle ipotesi conosce alla fine il trionfo delle grandi conquiste e che, nella peggiore delle ipotesi, se fallisce, almeno cade sapendo di aver osato abbastanza. Dunque, il suo posto non sarà mai accanto a quelle anime timide che non conoscono né la vittoria, né la sconfitta’. Scalfaro fu garante, costruttore e difensore della Costituzione in uno dei momenti più difficili della Repubblica e agì senza essere mai un’anima timida”. Così Luciano Violante, ex presidente della Camera, in occasione della Cerimonia di commemorazione del centenario della nascita di Oscar Luigi Scalfaro, alla Sala della Lupa di Palazzo Montecitorio, alla presenza del Capo dello Stato, Sergio Mattarella, del Presidente del Senato, Maria Elisabetta Alberti Casellati, del Presidente della Camera, Roberto Fico. (fas)