Roma, 12 set – Il presidente del Parlamento europeo, Antonio Tajani, lo ha definito un “Far West” e ora è proprio l’emiciclo di Strasburgo a dettare nuove regole sul copyright digitale. Il mandato negoziale del Parlamento per i colloqui con i ministri dell’Unione europea sulla riforma sul diritto d’autore è stato approvato oggi, con 438 voti a favore, 226 contro e 39 astensioni. Rispetto alla proposta della commissione Affari giuridici presentata a giugno ci sono alcune modifiche, che mirano a garantire che i creativi – in particolare musicisti, artisti, interpreti e sceneggiatori, nonché editori e giornalisti – siano remunerati per il loro lavoro quando questo è utilizzato da piattaforme di condivisione come YouTube o Facebook e aggregatori di notizie come Google News. “Sono molto lieto che, nonostante il forte lobbying dei giganti di Internet, la maggioranza dei deputati al Parlamento europeo sia ora a favore della necessità di tutelare il principio di una retribuzione equa per i creativi europei -ha dichiarato al termine del voto il relatore Axel Voss (PPE, DE) – Il dibattito su questa direttiva è stato molto acceso e credo che il Parlamento abbia ascoltato con attenzione le preoccupazioni espresse. Abbiamo quindi affrontato le preoccupazioni sollevate in merito all’innovazione escludendo dal campo di applicazione i piccoli e microaggregatori o piattaforme. Sono convinto che, una volta che le acque si saranno calmate, Internet sarà libera come lo è oggi, i creatori e i giornalisti guadagneranno una parte più equa degli introiti generati dalle loro opere, e ci chiederemo per quale motivo tutto questo clamore”. Soddisfazione anche per il presidente Tajani: “La direttiva sul diritto d’autore è una vittoria per tutti i cittadini. Oggi il Parlamento europeo ha scelto di difendere la cultura e la creatività europea e italiana, mettendo fine al far-west digitale”. L’opposizione più dura tra gli europarlamentari italiani era stata portata avanti dal Movimento 5 Stelle, soprattutto per gli articoli 11 e 13 della direttiva (la cosiddetta “tassa sul link” e il “filtro” per il caricamento di materiale protetto da copyright): “E’ una pagina nera per la democrazia e la libertà dei cittadini – ha dichiarato l’eurodeputata M5S Isabella Adinolfi – Con la scusa della riforma del copyright, il Parlamento europeo ha di fatto legalizzato la censura preventiva. Il testo approvato oggi dall’aula di Strasburgo contiene l’odiosa link tax e filtri ai contenuti pubblicati dagli utenti. È vergognoso. Ha vinto il partito del bavaglio”. (SEGUE)