Roma, 13 set – “Il voto del Parlamento europeo sulle riforme costituzionali adottate dal premier ungherese Victor Orban segna uno degli snodi decisivi di questa legislatura europea e probabilmente di tutto il passato recente dell’Unione. Un coraggioso punto di non ritorno, contro la spinta ungherese a far deragliare l’Unione minandone i valori fondanti e anche contro tutti i calcoli di bassa politica che, sia Orban sia i suoi sodali europei, hanno cercato di mettere in campo. Col voto dell’aula di Strasburgo l’Europa ha battuto un colpo: l’Europa c’è, avrà pure mille difetti, avrà bisogno di un poderoso restyling, ma c’è”. Così l’eurodeputata del Pd, in un editoriale su ‘Democratica’. “Il voto su Orban è stato strumentalizzato politicamente dalle destre, in particolare da Salvini e da Forza Italia. Sono infatti convinta che nessuno dei due ha letto una riga della relazione Sargentini che elencava il cahier de doleance per cui il premier Ungherese è finito sotto accusa. Salvini ha riaffermato il legame con Orban, per le verità mai nascosto, per inseguire il suo sogno di una sorta di internazionale populista da mettere in campo con la benedizione (e i soldi? e l’appoggio logistico-organizzativo?) dell’americano Bannon. Il Parlamento europeo – prosegue Bonafè nel suo editoriale – ha voluto affermare il principio che se ‘si sta in un club si osservano le regola del club’. Il quadro di riferimento dei valori comuni deve restare lo stesso. Quello che peraltro l’Ungheria ha scelto. Altrimenti, onestamente, si saluta la compagnia, come ha fatto il Regno Unito, e si mette in Costituzione ciò che si vuole. Si saluta l’Europa e i miliardi dei fondi europei di cui l’Ungheria gode e ha goduto a profusione”.
(PO / Red)