Roma, 17 set – Il rischio per la tenuta dei conti italiani “hanno incominciato a vederlo i nostri creditori, i quali ora, proprio per i discorsi che sentono fare dal governo italiano, chiedono un punto in più di interesse per prestargli denaro. Questo punto in più hanno già incominciato a pagarlo anche le imprese per il proprio finanziamento e i privati cittadini sui mutui”. Così il giuslavorista ed ex parlamentare Pietro Ichino in una intervista a La Stampa. E sul rinvio di flat tax e reddito di cittadinanza “dobbiamo rallegrarci perché significa che Lega e M5S rinunciano ad abbandonare il ‘sentiero stretto’ del risanamento della nostra finanza pubblica. Però le promesse elettorali sconsiderate hanno già prodotto un danno per i nostri conti pubblici e le nostre tasche private, che il rinvio non elimina”. E della proposta di Alberto Brambilla, avallata dalla Lega, di finanziare quota 100 utilizzando fondi di solidarietà ed esubero nelle imprese: “Se la Lega facesse propria l’idea di Brambilla, sarebbe un passo avanti di grande importanza: perché significherebbe l’abbandono dell’idea folle di ‘cancellare’ la legge Fornero: una svolta clamorosa per la Lega”. E sulla proposta di Di Maio di ripristinare la cassa integrazione per le aziende che chiudono aggiunge: “Sarebbe un’altra svolta clamorosa rispetto alle promesse elettorali; ma di segno opposto rispetto alla proposta di Brambilla. Significherebbe sostanzialmente l’abbandono del progetto del ‘reddito di cittadinanza’, anche nella versione più ragionevole di cui si è sentito parlare ultimamente”, “Di Maio propone addirittura di ripristinare una vecchia forma di assistenzialismo deteriore, giustamente eliminata nella passata legislatura”, “attivare questo ammortizzatore significa intrappolare i lavoratori nella loro posizione di disoccupati”. Infine una battuta sulla pace fiscale: “L’ennesimo condono. Che è il contrario della lotta all’evasione: è l’ennesima conferma che, in Italia, evadere conviene”. (red)