Roma, 17 set – “Viene ampliata fortemente la platea dei reati per i quali in caso di violazione è prevista la revoca della forma di protezione internazionale e quindi come conseguenza l’espulsione immediata” e “porteremo da 90 a 180 giorni il periodo di intrattenimento nei CIE. Dopo aver bloccato gli ingressi sarà fondamentale investire su rimpatri ed espulsioni a fronte dei 500mila clandestini presenti sul nostro territorio”. Lo afferma Nicola Molteni, sottosegretario al ministero dell’Interno, intervistato da Presadiretta nella puntata “La città si cura” sul tema della sicurezza, in onda oggi alle 21.15 su Rai3. Sui calcoli che indicano che serviranno 80 anni per rimpatriare questi 500mila, il sottosegretario precisa che “serviranno un sacco di anni semplicemente perché chi ha preceduto questo governo sul fronte del contrasto all’immigrazione irregolare, sul rimpatrio e sulle espulsioni ha fatto poco o nulla”. Sull’alternativa alle espulsioni rappresentata dalla regolarizzazione dei clandestini per Molteni “un paese che ha 3 milioni di disoccupati e 5 milioni che vivono sotto la soglia di povertà non ha bisogno di nuova immigrazione”. Molteni è anche il primo firmatario della proposta di legge della Lega che vuole cambiare la legittima difesa. “Vogliamo estendere e migliorare la legge che è stata modificata nel 2006 perché in questi anni c’è stata una recrudescenza del crimine. Dieci anni fa il ladro ti entrava in casa perché non c’era nessuno, oggi vengono in casa anche di giorno”, “esiste il diritto di reagire quando devo difendere un bene, un bene fondamentale che è il bene della vita, il bene dell’incolumità, della famiglia o dei propri figli”. (red)