Il Cairo, 17 set – Urge una svolta sul caso Regeni, altrimenti i rapporti tra Italia ed Egitto continueranno ad essere complicati. Lo dice senza mezzi termini il presidente della Camera Roberto Fico, al termine dell’incontro con il presidente egiziano Al Sisi al Cairo: “C’è stato solo un punto all’ordine del giorno con il presidente Al Sisi – spiega Fico – Sono venuto qui perché siamo a un punto di stallo nonostante le due procure abbiano lavorato insieme e quella di Roma ha fatto un lavoro eccezionale e ha consegnato a quella egiziana novità importanti. Io spero che ci siano soluzioni immediate e che inizi un vero processo”. Già poche settimane fa fu il vicepremier Luigi Di Maio ad incontrare Al Sisi, e fecero un po’ clamore le parole da lui riportate, secondo cui Al Si avrebbe affermato che ‘Regeni è uno di noi’. Fico non vuole slogan: “Ho ricordato al presidente che Regeni è un nostro ricercatore, è stato sequestrato torturato per 7 giorni e ucciso. E non è stato torturato da cittadini comuni vista la sofisticazione degli strumenti usati”. Senza contare che “Regeni per noi è morto due volte, perché dopo il ritrovamento del suo cadavere ci sono state una serie di depistaggi”.
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