Roma, 18 set – Negli Stati Uniti le spedizioni di vino Marsala dall’Italia sono state pari a 4,6 milioni di euro nel 2017, ma potrebbero crescere molto di più senza la concorrenza sleale dei “tarocchi”. La produzione di vino in Cina – continua la Coldiretti – è in grande espansione a partire dagli anni ottanta ed ora è nella top ten dei principali produttori mondiali con 10,8 milioni di ettolitri, sullo stesso livello di Australia e Sud Africa. Il caso Marsala – sostiene la Coldiretti – dimostra che occorre promuovere regole sul commercio globale che non tengano conto solo del fattore economico, ma anche del rispetto della proprietà intellettuale, dei diritti sul lavoro della tutela dell’ambiente e della salute. “Una necessità per combattere la concorrenza sleale con il falso made in Italy agroalimentare che fattura nel mondo oltre 100 miliardi di euro utilizzando impropriamente parole, colori, località, immagini, denominazioni e ricette che si richiamano all’Italia per prodotti taroccati che non hanno nulla a che fare con la realtà nazionale”, ha affermato al proposito il presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo nel sottolineare che “a preoccupare è la nuova stagione di accordi bilaterali inaugurata dall’Unione Europea che dal Ceta con il Canada al Giappone sta di fatto legittimando il falso Made in Italy”. (red)