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All’Africa serve
una classe media

it@withub.it by it@withub.it
18 Settembre 2018
in Archivio Il Punto, Il punto HP
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(18 settembre 2018) Per fermare i flussi dall’Africa bisogna creare una classe media, dice Bill Gates all’inviato della Stampa, Paolo Mastrolilli. L’uomo che insieme a pochi altri ha rivoluzionato il nostro modo di stare al mondo, e che ha donato in beneficenza 40 miliardi di dollari, ragiona sul dramma delle migrazioni suggerendo una via d’uscita molto costosa come tutti gli investimenti strategici: finanziare lo sviluppo dell’Africa per ridurre instabilità e povertà.

Fenomeni epocali come le migrazioni di massa- dice il fondatore di Microsoft – si possono risolvere solo dando una vita migliore a chi fugge. L’Africa ha il 14% della popolazione mondiale, e il 24% delle nascite. Salirà al 50% entro la fine del secolo, e nel 2050 l’86% dei poveri vivrà nella regione sub-sahariana. Sarà difficile, allora, opporsi alle nuove ondate migratorie. Gli aiuti – prosegue Bill Gates – non ridurranno la pressione migratoria nel breve periodo: per questo servono altre tattiche. Però nel medio e lungo termine qualità della vita, stabilità e opportunità economica in Africa saranno le cose decisive.

Arriva a conclusioni analoghe l’edizione 2018 dell’Atlante geopolitico del Mediterraneo, pubblicato dall’Istituto di studi politici San Pio V per l’editore Bordeaux. L’antologia aiuta ad approfondire le nostre conoscenze sull’immigrazione anche perché propone una serie di dati inediti sul profilo socio-economico di chi sbarca sulle coste del Sud Europa. Si tratta, in sostanza, della prima generazione di quella nuova borghesia africana urbanizzata che, grazie alla diffusione di internet, è divenuta costantemente informata e ha cullato aspirazioni cosmopolite. E che ha naturalmente i dollari necessari a pagarsi il viaggio. Sistemi economici ancora legati a un modello predatorio di vendita delle materie prime non sono certo in grado di soddisfare le ambizioni, anche lavorative, di chi fugge.

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