Roma, 19 set – Secondo Kaspersky l’Italia per numero di attacchi hacker, in continua evoluzione, si trova in 11ma posizione tra i paesi più colpiti. Al primo posto nella graduatoria si trova invece la Russia mentre al secondo posto la Germania, gli Stati Uniti sono solo in sesta posizione. “Detto ciò sorge lecita una domanda: in Italia si è consapevoli di essere soggetti a così tanti attacchi?”, “la difesa nazionale passerà sempre di più attraverso il dominio cyber, con un’evoluzione tecnologica e normativa che deve seguire il passo di una minaccia in rapida espansione”. Lo afferma l’ammiraglio Giuseppe De Giorgi, ricordando che “il resto del mondo si sta muovendo verso una riorganizzazione militare che tenga conto delle nuove accresciute minacce, sia procedendo alla stesura di documenti di policy nazionale (è il caso dei documenti di strategia cyber della Cina, Giappone, Russia e Italia) sia stringendo rapporti di collaborazione o procedendo alle modifica organizzativa necessaria ad affrontare i nuovi trend. Ad oggi però nel dispositivo giuridico interno e nel diritto internazionale non vi è ancora autorizzazione a svolgere attacchi cibernetici”. Evidenzia poi che “la nostra Difesa è proprietaria e gestore di una infrastruttura di Rete che è paragonabile, con circa 12.000 km di fibra ottica e 10.000 Km di ponti radio, ad un vero e proprio Provider di servizi, rango che verrà pienamente raggiunto con il completamento del progetto Autonomous System. Ciò fa pensare, di fronte agli attacchi di questi mesi, alla necessità di possedere una rete di comunicazione di backup basata su tecnologia più vecchia (non IP) o comunque su rete separata. La cosa è risaputa in ambiente militare ma non sempre ci si attiene alla regola della ridondanza per motivi legati alla difficoltà di tenere in uso tecnologie e professionalità specifiche così diverse”. (red)