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RICERCA, UNIBO: INVECCHIAMENTO INFLUISCE SU PERCEZIONE PAURE (1)

it@withub.it by it@withub.it
19 Settembre 2018
in Archivio News dal mondo
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Bologna, 19 set – La paura è spesso collegata alla memoria: uno stimolo che associamo ad un evento negativo del passato – un trauma, un incidente – può attivare una reazione di allarme. Quando ciò accade, il contesto in cui ci troviamo gioca un ruolo fondamentale: se è simile a quello del trauma originale percepiamo un pericolo, se invece siamo in un ambiente “sicuro” il segnale di pericolo viene inibito. Uno studio messo a punto da un gruppo di ricerca dell’Università di Bologna e pubblicato su Scientific Reports rivela però, per la prima volta, che questo meccanismo vale principalmente per i giovani, mentre le persone anziane sarebbero meno flessibili nel valutare il contesto, tendendo così a spaventarsi anche in ambienti considerati sicuri. Una novità che può rivelarsi utile per capire meglio il funzionamento alla base delle paure patologiche negli anziani, come disturbi d’ansia, fobie e attacchi di panico. Tutto parte dalla frequente connessione tra ricordi e paure. “I ricordi di esperienze traumatiche non vengono mai rimossi definitivamente dal nostro cervello”, spiega Giuseppe di Pellegrino, docente dell’Università di Bologna che ha guidato lo studio. “Per questo, stimoli ed eventi collegati a situazioni di pericolo vissute in passato possono, in alcune circostanze, attivare allarmi e paure”. Un ruolo chiave, in questi casi, è però giocato dal contesto. “L’insieme delle informazioni relative a dove e quando abbiamo vissuto una certa esperienza è fondamentale per regolare in modo flessibile e adattivo il ritorno dei ricordi emotivi”, continua Di Pellegrino. “In ambienti potenzialmente pericolosi il contesto può fungere da segnale di allerta, mentre in ambienti sicuri può inibire l’emergere di memorie spiacevoli”. (BIG ITALY / SEGUE)

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