Vicenza, 24 set – In Giappone il consumo di formaggio è cresciuto, dal 2012 al 2017, del 14% raggiungendo i 2,50 kg pro capite (dati Clal). Una quota ancora modesta, anche a causa dei dazi doganali fino ad oggi elevati per i prodotti importati, che però offre ampie opportunità di crescita per una Denominazione d’Origine Protetta come Asiago. Proprio grazie alle azioni di tutela del Consorzio e alle attività di promozione, le vendite di Asiago DOP sono aumentate dal 2016 al 2017 del 50,4%. Un viatico positivo che, alla vigilia della ratifica dell’accordo di partenariato economico del Giappone con l’Unione Europea (EPA), vede ora il Consorzio di Tutela invitato ad una serie di incontri bilaterali in programma a Tokyo e, il prossimo 29 settembre, all’EU Geographical Indications Cheese Festival, la prima rassegna interamente dedicata ai formaggi europei ad indicazione geografica. La strategia del Consorzio Tutela Formaggio Asiago è da sempre attenta ai mercati asiatici. Fin dal 2014, Asiago è un termine registrato anche in Cina, dove, in questi anni, sono state realizzate missioni commerciali, oltre alla partecipazione, nel triennio 2014-2016, alla fiera FHC CHINA. Proprio qui, creando un precedente di rilievo, che ha anticipato l’accordo bilaterale UE-Cina per la protezione delle reciproche Indicazioni Geografiche nel quale Asiago è inserito nell’elenco dei 100 prodotti italiani che saranno protetti una volta entrato in vigore, il Consorzio ha bloccato alcuni prodotti che tentavano di usurpare il nome ASIAGO utilizzandolo impropriamente. Un risultato seguito da una serie vittorie legali, a riprova che il futuro del mondo agroalimentare italiano di qualità è necessariamente legato ad un presidio globale dei mercati che garantisca l’autenticità del grande patrimonio di valori e di reputazione del Made in Italy. (BIG ITALY / Red)