Roma, 25 set – “Non c’è stata contrapposizione tra me e il collega Salvini, solo normale dialettica governativa”. Lo sottolinea il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede, in una intervista al Corriere della Sera, dopo l’approvazione del decreto sicurezza. “La compattezza c’era sull’esigenza di dare maggiore efficienza al sistema, prevedendo asilo e protezione umanitaria per chi davvero la merita, anche in chiave di sicurezza, ed è venuto fuori un testo molto equilibrato”, “ora abbiamo introdotto la sospensione dell’iter per l’asilo politico dopo una condanna in primo grado, cioè quando c’è un fumus abbastanza fondato di mancato rispetto delle regole. E io ho voluto evitare le espulsioni immediate e automatiche anche per una questione di certezza della pena”; “di fronte a reati gravi abbiamo interesse a far condannare i responsabili, e questo richiede la presenza degli imputati in Italia. Come vede c’è una logica di fondo condivisa, anche frutto di mediazioni tra diverse prospettive che sono state tutte garantite. Come del resto era successo con il mio disegno di legge spazzacorrotti”, “adesso anche i pochi condannati definitivi la fanno sempre franca, mentre d’ora in avanti non sarà più così. E poi per i riabilitati ho messo dei paletti tali che dovrà passare molto tempo prima che possano tornare in gioco. Comunque stiamo valutando di intervenire anche sulla prescrizione”. (red)