Roma, 27 set – Fin qui, precisa Federcontribuenti, abbiamo: 280 miliardi la spesa delle pensioni; 37 miliardi il costo – gestito male – delle politiche sul lavoro; 5 miliardi per la lotta alla povertà e 5 miliardi il costo per gestire l’INPS per un totale di 327 miliardi. Che fine fanno i restanti 950 milioni di euro? Ancora: ma lo Stato i contributi li versa o li compensa con gli anticipi che versa all’INPS?” ”Lo Stato – ricorda l’associazione dei consumatori e dei contribuenti italiani – deve dare ancora 57 miliardi di euro alle imprese; non sappiamo se versa i contributi, non sappiamo quando pagherà le imprese che intanto falliscono facendo calare la somma dei contributi versati e non sappiamo che fine facciano questi 950 milioni di euro che avanzerebbero dalle pensioni erogate. Una gestione ombrosa, fatta di voci poco chiare che suggeriscono sospetti e gravi lacune”. Infine sui ricalcoli delle pensioni: ”con un ricalcolo delle pensioni con decorrenza successiva al 1999 il 91% delle pensioni in essere subirebbe una riduzione se ricalcolate con il contributivo. Per un terzo dei casi la riduzione sarebbe superiore al 50%. ”Con un ricalcolo di tutte pensioni sulla base di un assegno paritario potremmo subito alzare anche di 300 euro le pensioni minime, non solo. Il costo annuale dei contributi versati da un qualunque libero professionista, sia esso partita IVA o artigiano, incide fino al 35% del carico fiscale e senza un vero ritorno economico viste le pensioni erogate”. (red)