Roma, 28 set – “I pazienti diabetici,- spiega Simona Ferrero -da anni abituati a convivere con la malattia, spesso sono stupiti e non troppo fiduciosi nel successo di quella che in fondo è una terapia molto più semplice e meno invasiva di una terapia farmacologica o di un’operazione di chirurgia bariatrica. Eppure i risultati concreti, che arrivano da più parti del mondo, sono estremamente incoraggianti. Mi riferisco in particolare allo Studio DIRECT in Inghilterra, che ha preso spunto da alcuni risultati di remissione o forte regressione del diabete dopo un grosso calo di peso ponderale in pazienti che avevano subito un intervento di chirurgia bariatrica”. Secondo l’esperta “Con un trattamento intensivo di tipo alimentare, sotto diretto controllo medico, esiste la possibilità di guarire definitivamente dal diabete”.
Secondo gli studi effettuati in Inghilterra e in parallelo negli stati uniti (presso la clinica Virta di San Francisco, California) l’impiego della dieta chetogenica VLCKD, very low calorie ketogenicdiet, una dieta senza grassi e senza carboidrati che stimola la “chetosi”, ovvero un meccanismo naturale dell’organismo che si “attiva” per bruciare grassi quando si eliminano i carboidrati, coadiuvata dall’uso di Alimenti Funzionali che mantengono i livelli corretti di micronutrienti, ha portato in poche settimane a una regressione del diabete di tipo 2, quello legato all’insulino-resistenza, fino a farlo scomparire. “Questo tipo di trattamento dietetico – prosegue la dottoressa – arriva da alcune osservazioni fatte su pazienti che, sottoposti a chirurgia bariatrica, sperimentano un calo ponderale molto rilevante. A seguito di questo calo si notava un miglioramento nelle condizioni del paziente dal punto di vista metabolico. Quindi si è immaginato di poter mimare questo tipo di effetto della chirurgia bariatrica, ovvero un calo di peso molto consistente attraverso una dieta chetogenica, una Very Low CaloriesKetogenicDiet – VLCKD, inducendo un calo consistente del grasso, soprattutto a livello viscerale.Con trattamenti simili, anche se le esperienze sono diverse, si sono verificati i risultati anche negli Stati Uniti”. (PO / SEGUE)