Milano, 2 ott – La mostra personale di Tomoko Nagao (Nagoya, 1976), esposta fino al 27 ottobre presso la galleria Deodato Arte di Milano, è incentrata sulla recente spettacolare e inedita produzione dell’artista giapponese Tomoko Nagao che da anni contamina la grande arte occidentale con i miti della cultura manga nel solco della tendenza micro-pop. Il nuovo ciclo presentato in quest’occasione – sotto il titolo di “Iridescent obsessions” – è quello dei Flowers, la recente produzione in vettoriale che rappresenta una rievocazione in chiave Pop dei classici vasi di fiori fiamminghi, tratti in particolare da Jan Brueghel: lo splendore delle varietà floreali, la magnificenza dei colori sono tradotti in superficie attraverso singolare rielaborazione digitale. I fiori hana rappresentano uno dei punti cardine dell’ideale di bellezza effimera dell’estetica della cultura fiapponese, già introdotti in chiave ultra-pop da Takashi Murakami che ha utilizzato il soggetto floreale in modo seriale, tra opere uniche, stampe e capsule-collection, proposti con la faccina da “emoticon” come liaison tra l’immaginario pop occidentale e orientale. Nell’interpretazione di Tomoko, il tema è legato alla vanitas e rappresenta l’ennesima riflessione attorno al motivo della morte attraverso il suo opposto, la vita. La scelta di questa singolare iconografia da parte dell’artista risponde al medesimo criterio che in passato l’ha avvicinata al particolare della mela bacata di Caravaggio, all’immagine di Narciso che si specchia, o alla Medusa dalla testa insanguinata, rappresentando una sorta di felice ossessione.(red)