Non si arretra di un millimetro, parola di Luigi Di Maio. Il vicepremier, intervistato da Rtl, ribadisce che “la nota di aggiornamento al Def è il documento in cui spieghiamo a italiani come vogliamo spendere i soldi. Qualcuno spera che il governo italiano possa tornare indietro, ma noi non arretriamo di un millimetro. Se servirà andremo in piazza a spiegarlo”. Una chiamata alla piazza, che arriva dopo il weekend di Roma e di Milano in cui la sinistra è tornata a farsi sentire, che arriva perché “voglio andare a spiegare nelle piazze alle persone la manovra. L’unica cosa a cui possono aggrapparsi in Italia e in Europa le forze che si oppongono al governo è lo spread”. Secondo Di Maio non c’è nessun complotto contro l’Italia in Europa, eppure “Macron, Merkel, Renzi e Gentiloni sperano che questo governo cada. Il tema è che non devono fare colpi bassi con queste dichiarazioni che, guarda caso, arrivano dopo che hanno realizzato che lo spread non stava salendo”. Di Maio torna poi a una delle questioni più importanti e al contempo più spinose di questa manovra, il reddito di cittadinanza: “Chi lo riceve – spiega Di Maio – non potrà starsene sul divano. Deve tenere la giornata impegnata a formarsi e deve dare otto ore di lavoro gratuito alla sua città”. Il reddito non andrà a tutti, sicuramente non ai rom, rispende il leader pentastellato a domanda precisa. ”Andrà soltanto a cittadini italiani residenti da almeno 10 anni nel territorio nazionale. Ricordo: non ti puoi licenziare se vuoi prendere il reddito”. Di Maio commenta poi una foto ce sta girando in questi giorni sui social, che lo ritrae da giovane a vendere bibite allo stadio. “Orgoglioso di aver fatto il cameriere, il muratore e lo steward allo stadio in un momento delle vita in cui cercavo un lavoro, ma non sono mai stato in condizioni di povertà, per fortuna” dice. E chiude mettendo una pietra sopra al nuovo caso-Casalino. “L’audio di Rocco dopo la tragedia di Genova? Le scuse sono da apprezzare, ma si tratta di un audio privato”.
(Sis)