Roma, 3 ott – “Tra gli imprenditori si registra apprensione. C’è troppa incertezza, e
nessuna misura perla crescita”: cosi al Foglio il presidente di Federacciai, Antonio
Gozzi, che l’11 ottobre, dopo oltre sette anni alla guida dell’associazione delle
imprese siderurgiche italiane, cederà il testimone al successore designato Alessandro
Banzato. “Questi non sanno che cosa dicono”, commenta a caldo sulle dichiarazioni di
Claudio Borghi sui benefici di un’uscita dell’euro: “Siamo un paese importatore di
materie prime: con una moneta nazionale importeremmo inflazione e le banche italiane,
che tengono in pancia i Buoni del tesoro, fallirebbero. Se qualcuno pensa di evocare
l’uscita dall’euro per esercitare pressione sull’Europa, gioca con il fuoco”. E
ribadisce: “Gli imprenditori settentrionali sono molto preoccupati perché l’inclusione
sociale è giusta, l’assistenzialismo invece è ingiusto e dannoso. Il rischio è che si
determini l’ennesimo trasferimento di ricchezza dal nord al sud, mentre la vera sfida
è creare posti di lavoro. Un conto è accumulare deficit per investire, un altro è
indebitarsi per finanziare spesa corrente. Il paese è già oberato da un enorme debito
pubblico, sulle spalle delle future generazioni”. Poi parla delle parole del
presidente di Confindustria Vincenzo Boccia: “Qualcuno l’ha letto come un endorsement,
ma io so bene che è stato banalmente frainteso. Confindustria è apartitica e, come
diceva Gianni Agnelli, è per sua natura governativa. Gli imprenditori si rivolgono
principalmente al partito verso il quale hanno espresso fiducia con il voto. La Lega
vanta una tradizione amministrativa di lunga data, sempre dalla parte della crescita e
dello sviluppo, ci auguriamo perciò che non intenda rinchiudersi nella ridotta
lombardoveneta”. (red)