Roma, 3 ott – Oggi ricorre la Giornata della Memoria e dell’Accoglienza, una data
simbolica per commemorare le vittime del naufragio del 2013 al largo delle coste di
Lampedusa e per ricordare tutti i rifugiati e migranti che continuano a morire nel Mar
Mediterraneo e ai confini dell’Europa nel tentativo disperato di trovare salvezza e
protezione. In occasione del quinto anniversario della tragedia che costò la vita a
368 persone, l’UNHCR, Agenzia delle Nazioni Unite per i Rifugiati, è a Lampedusa per
partecipare alle iniziative di commemorazione e sensibilizzazione, che quest’anno sono
state realizzate con il suo sostegno. Il programma comprende laboratori per gli
studenti, una tavola rotonda, un concerto musicale di Sandro Joyeaux, e una cerimonia
commemorativa con la marcia verso la Porta d’Europa. La ricorrenza cade nel momento in
cui le traversate del Mar Mediterraneo sono diventate più pericolose che mai. Solo nel
2018, risultano morte e disperse nel Mediterraneo almeno 1.720 persone, un costo umano
inaccettabile. Inoltre, il recente rapporto dell’UNHCR Viaggi Disperati ha evidenziato
come a fronte di un calo nel numero totale di persone che arrivano in Europa via mare,
il tasso di mortalità è aumentato drasticamente, passando da una persona morta o
dispersa ogni 42 arrivate tra gennaio e luglio dell’2017 attraverso la rotta del
Mediterraneo centrale a una su 18 nello stesso periodo di quest’anno. Lo stesso
rapporto rileva come un fattore determinante nell’aumento del tasso di mortalità è
costituito dalla riduzione della capacità di ricerca e soccorso al largo delle coste
libiche. L’UNHCR ha in più occasioni elogiato gli sforzi della Guardia Costiera
Italiana, della Marina Militare e delle ONG impegnate a salvare vite nel Mar
Mediterraneo, e continua a chiedere con forza che la capacità di ricerca e salvataggio
sia rafforzata. Il salvataggio di vite umane nel Mediterraneo deve rimanere
prioritario. “A cinque anni dal naufragio di Lampedusa bisogna constatare con
rammarico che non commemoriamo soltanto una tragedia del passato, bensì una dolorosa
realtà, poiché donne, bambini e uomini continuano a perdere la vita in mare nel
tentativo di trovare rifugio in Europa”, dichiara Felipe Camargo, rappresentante
regionale dell’UNHCR per il Sud Europa. (red)