Roma, 3 ott – “La Blockchain può rappresentare una rivoluzione copernicana nel mercato del lavoro poiché consente di costruire e alimentare il fascicolo elettronico del lavoratore, facendovi confluire i dati riferiti al singolo individuo in possesso dei diversi soggetti della rete nazionale e tracciando così i percorsi educativi e formativi, i periodi lavorativi, gli ammortizzatori sociali fruiti e i contributi – spiega l’esperta – e può permettere alla PA, anche previdenziale, di ridurre i costi e contestualmente di rafforzare la fiducia, la tracciabilità e la sicurezza delle relazioni giuridiche, economiche e sociali con i cittadino/lavoratore”.
“La Blockchain è un deterrente fortissimo contro possibili attacchi digitali o contro manomissione di dati, o utilizzo abusivo di essi, con l’effetto di eliminare o ridurre al minimo l’intervento di operatori con funzione di intermediazione tra pubblica amministrazione previdenziale e cittadino/lavoratore. In questa fase storica è quanto mai opportuno sostenere iniziative finalizzate a valutare vantaggi e limiti dell’uso della blockchain in generale e, in particolare, a definirne le potenzialità in vista di una più efficace gestione delle politiche del lavoro”, conclude la professoressa Ciucciovino.
(PO / red)