Roma, 3 ott – La terza conferenza è “Robots: with, within and among us” (domenica 14 ottobre h
10.30, Padiglione 10 – Room 2 sala Aurelia). Per guardare e dialogare sullo stato dell’arte della
robotica in Europa, America, Asia, oggi e domani. I robot come collaboratori negli spazi di lavoro,
come dispositivi indossabili per riacquisire abilità perdute, nelle operazioni di salvataggio, nelle
sale operatorie, nello spazio, nelle case, tanti sono gli ambiti di applicazione e diversi i pregiudizi
e la disinformazione che circola in parallelo. Interverranno Andrea Bonarini, Politecnico di Milano,
con la sua ricerca nel campo della Human-Robot Interaction in particolare dei Robogames, robot
autonomi in veste di giocatori che interagiscono sia con persone a sviluppo normale sia con
persone con disabilità. Daniele Nardi, Sapienza Università di Roma, con il sogno di Robot World
Cup Initiative Robocup che è quello di costruire una squadra di robot umanoidi completamente
autonomi in grado di battere la squadra campione del mondo (FIFA). Giancarlo Ferrigno,
Politecnico di Milano, con i progetti di ricerca europea sulla chirurgia robotica in fase di sviluppo
al laboratorio Neuroengineering and Medical Robotics Lab (NearLab). Eden2020, in
collaborazione con Imperial College Londra, si occupa dello sviluppo di dispositivi per la diagnosi
bioptica e il trattamento minimamente invasivo di malattie oncologiche, Parkinson, epilessia
farmaco resistente ecc. ad alto impatto sociale e sul paziente mediante rilascio localizzato di
farmaci o stimolazione cerebrale profonda in neurochirurgia. SMARTsurg, in collaborazione con
Bristol Robotics Laboratory, è orientato allo sviluppo di un sistema avanzato per la laparoscopia
assistita da robot attraverso strumenti chirurgici antropomorfi pilotati da un esoscheletro di
mano indossabile con retroazione tattile per controllare gli strumenti chirurgici, occhiali
intelligenti da indossare per la realtà aumentata e attivazione di vincoli virtuali a partire dalla
ricostruzione di mappe 3D del campo operatorio. Fanny Ficuciello, che con il centro ICAROS
(Centro Interdipartimentale di ricerca in chirurgia robotica) dell’Ateneo Fridericiano, diretto dal
professor Siciliano, si dedica a progetti sulla robotica chirurgica e di assistenza. In particolare
Musha che mira a mettere in campo un dispositivo chirurgico a tre dita di 2.5 cm per gli interventi
minimamente invasivi e MERO hand una protesi antropomorfa della mano che grazie alla novità di
giunti elastici si adatta facilmente all’oggetto da afferrare garantendo anche una maggiore
robustezza. (Red)