Parma, 4 ott – I ricercatori sottolineano che, se le piante più grandi continueranno a colonizzare la tundra, le comunità vegetali aumenteranno la loro altezza tra il 20 e il 60% entro la fine del secolo con probabili effetti sull’assorbimento di anidride carbonica, sulla durata della copertura nevosa e sul microclima del suolo, fattori di primaria importanza per le condizioni climatiche del nostro pianeta. Lo studio ha inoltre evidenziato che altre caratteristiche fondamentali delle piante, come il contenuto in azoto e la dimensione delle foglie, non hanno mostrato cambiamenti analoghi. Questi tratti, infatti, sono profondamente influenzati, oltre che dalla temperatura, anche dall’umidità dei suoli. Mentre la maggior parte delle ricerche si sono finora concentrate sugli effetti dell’aumento delle temperature, questo studio ha dimostrato che l’umidità del suolo può svolgere un ruolo molto più importante nel modificare i tratti delle piante di quanto si pensasse in precedenza. I ricercatori concludono che la risposta delle comunità vegetali al riscaldamento climatico dipenderà dal fatto che la tundra diventi più umida o secca nel tempo. Al fine di prevedere come reagiranno le comunità vegetali della tundra è necessario tener conto delle alterazioni di temperatura, ma anche delle variazioni delle precipitazioni, della disponibilità idrica e della durata e quantità del manto nevoso. Considerando che i suoli degli ecosistemi di tundra, congelati per la maggior parte dell’anno, contengono circa un terzo del carbonio del suolo del mondo, la modificazione dei tratti funzionali delle specie vegetali potrebbe cambiare il modo in cui il carbonio viene immagazzinato in questi ecosistemi. Una delle vere sfide di questa ricerca è di iniziare a capire cosa sta succedendo nella scatola nera dei suoli della tundra e come le trasformazioni della vegetazione artica e alpina potranno influenzare la vita sul nostro pianeta. L’occasione di approfondire queste tematiche e di verificare lo stato dell’arte di queste ricerche sarà offerta dal prossimo congresso annuale del gruppo ITEX che sarà organizzato dai ricercatori del gruppo di ricerca in Geobotanica ed Ecologia Vegetale del Dipartimento di Scienze Chimiche, della Vita e della Sostenibilità Ambientale, in programma presso l’Università di Parma nel settembre del 2019. Nel blog di Nature Ecology and Evolution si possono trovare ulteriori dettagli sulla ricerca. (BIG ITALY / red)