Firenze, 8 ott – “Islam e Firenze. Arte e collezionismo dai Medici al Novecento” è un’occasione unica per scoprire conoscenze, scambi, dialoghi e influenze tra le arti di Occidente e Oriente. Una sontuosa rassegna di arte islamica, fino al 4 novembre al Museo Nazionale del Bargello di Firenze, con importanti prestiti internazionali e anche opere significative da altri istituti del territorio fiorentino. Le quattro sezioni, dedicate ad altrettanti collezionisti, illustrano così un periodo fondamentale di ricerca, collezionismo e allestimento museale di tra la seconda metà dell’Ottocento e l’inizio Novecento. Vvisibili anche alcuni dei tappeti orientali raccolti da Stefano Bardini (1836-1922). Famoso con l’epiteto di “principe degli antiquari”, Bardini dominò il mercato artistico mondiale a cavallo fra Otto e Novecento e fu un precursore del collezionismo di tappeti islamici. Se al Bargello oggi si conserva una delle principali collezioni d’arte islamica in Italia, gran parte del merito va all’antiquario lionese Louis Carrand (1821-1889) che nel 1888 donò a questo museo una grande collezione di arti decorative di età medioevale e moderna. Nella raccolta Carrand gli oggetti d’arte islamica spiccano sia per numero che per varietà. (red)
