“La stabilità del nostro Paese non è in discussione. Siamo una repubblica democratica forte e coesa. Questo l’ho detto anche a tutti gli interlocutori europei che ho incontrato a Bruxelles”, “ho fatto loro presente il sentire che c’è nel Paese, dicendo che l’Unione deve tornare a essere comunità. Questa Europa deve cambiare per sopravvivere. Basta parlare di austerity, bisogna ragionare su cosa serve per crescere e appianare le diseguaglianze fra persone e fra Paesi. Per esempio mettendo al centro la lotta alla povertà. Solo in Italia ci sono cinque milioni di poveri. Anche loro sono europei. E comunque i poveri non ci sono solo in Italia, è un tema europeo”. Lo afferma il presidente della Camera, Roberto Fico, in una intervista al Corriere della Sera. E sottolinea che “in queste ore Conte e Tria hanno detto che serve affrontare i contenuti e andare oltre lo scontro le cui cause non mi sfuggono. Per questo ho parlato della necessità di abbassare i toni: è interesse dell’Italia come dell’Europa”. Le opposizioni promettono battaglia sui prossimi decreti. Lei permetterà l’utilizzo di strumenti che impediscano il dibattito come ghigliottine o tagliole? “Non l’ho mai fatto e non ho intenzione di farlo. Mio compito è quello di fare rispettare i regolamenti e ribadire la centralità del Parlamento. Ma devo dire che auspico che su tutti i provvedimenti ci sia un dialogo costruttivo fra maggioranza e opposizione. E mi lasci dire… Dal confronto tra maggioranza e opposizione sono state fatte alcune delle migliori leggi della passata legislatura come quella sugli ecoreati”. (10 ott – red)