Milano, 26 set – Quasi la totalità degli studenti fra i 14 e i 18 anni che hanno trascorso tre o sei mesi in una scuola europea, accolti in famiglie scelte dagli stessi istituti, ha affermato di essere soddisfatto dell’esperienza. Ma è innegabile che ci sia ancora qualche problema da risolvere nell’organizzazione, tanto che quest’anno la sperimentazione si è fermata in attesa di entrare a regime nel 2009, anno in cui i ragazzi potranno fare domanda per poter partire nel 2010. L’anno scorso le adesioni sono state la metà delle 600 preventivate ed è stato utilizzato solo un milione di euro dei due stanziati da Bruxelles per le borse di studio: colpa dei tempi stretti, che hanno lasciato alle scuole anche solo due settimane per trovare partecipanti. Nella sperimentazione, comunque, l’Italia ha fatto la parte del leone: 83 studenti stranieri sono venuti nel nostro Paese mentre 81 italiani (su 170 domande), per il 60% ragazze, hanno fatto un’esperienza in Francia, Austria, Belgio, Danimarca, Estonia, Finlandia, Germania, Ungheria o Portogallo, un numero ben superiore ai 52 studenti tedeschi, 34 finlandesi e solo 4 danesi che hanno partecipato al progetto. L’Unione Europea ha affidato la gestione operativa del progetto di sperimentazione alla Federazione europea per l’apprendimento interculturale di cui fa parte per l’Italia Intercultura, che ha messo a disposizione l’esperienza accumulata in oltre 50 anni di scambi giovanili studenteschi e la disponibilità della propria rete di volontari, appositamente formata ad assistere gli studenti adolescenti durante le esperienze di vita e studio all’estero.
(Erg)