Roma, 11 ott – “La cosa più preoccupante non è il deficit, ma il caos. Preoccupa come
siamo arrivati a questi obiettivi di finanza pubblica: in maniera menzognera, con
l’idea superficiale di poter ingannare i mercati o l’Unione europea. Ciò che mi
preoccupa di più è che il Paese va avanti a slogan ma è fuori controllo, non governato.
Ci stanno esponendo al pubblico ludibrio, un grande Paese non si comporta cosi, il
rischio è vicino e mortale”. Lo afferma l’ex ministro Carlo Calenda in una intervista
al Corriere della Sera. E aggiunge: “Gli italiani hanno votato per chi sentivano più
vicino alle loro paure legittime, quelle sul futuro e sul presente ed è dove noi
abbiamo clamorosamente sbagliato. Non penso che la competenza possa sostituire la
rappresentanza ma neanche che chi rappresenta un paese possa far a meno di imparare e
di avvalersi delle competenze altrui. Un livello di arroganza senza precedenti”. Quindi
indica la sua ricetta per la ripresa del centrosinistra: “Definendo insieme un
programma per una democrazia progressista. Che abbia al centro il potenziamento
dell’uomo attraverso un massiccio investimento su cultura e competenze e uno Stato
forte ma non pervasivo nel proteggere e investire. Un Paese in cui l’analfabetismo
funzionale è al 28% non ha né futuro né presente. Questo deve essere il nostro New
Deal”. Conferma quindi la sua indicazione a Paolo Gentiloni come candidato leader alle
europee “in rappresentanza di un mondo che ripensa la democrazia liberale per
preservarla, contro quelli che ci vogliono portare fuori dall’Occidente e dall’Europa.
In un progetto del genere sarei disposto partecipare”. (red)