Roma, 11 ott – “Sempre di più nascono movimenti che danno rappresentanza a chi rifiuta
tout court la modernità. Dai vaccini, alle opere pubbliche ai nuovi integralismi
alimentari. Lo scontro con il potere statuale e dunque con la politica tradizionale è
spesso inevitabile. Questi movimenti non rappresentano una nuova ‘base di classe’ per i
partiti progressisti, mentre contribuiscono a frammentare quello che una volta era il
loro elettorato di riferimento”. Nel suo libro “Orizzonti selvaggi. Capire la paura e
ritrovare il coraggio”, nelle librerie da oggi, Carlo Calenda indica tra le ragioni
della crisi dei progressisti in Occidente la “pressione” della “sub-politica”: “Le Ong,
i gruppi che si attivano su una causa specifica, i NoVax, i vegani ecc. Questi
movimenti, molto diversi tra loro, sono nati sulle tematiche ambientali prima che i
partiti politici ne riconoscessero l’importanza e in molti casi questi movimenti di
opinione sono stati inclusi nei processi decisionali in modo formale, al punto che
associazioni di rappresentanza di interessi non economici sono oggi regolarmente
consultati prima di prendere decisioni nelle materie di loro interesse. Questa
inclusione della sub-politica rappresenta una fondamentale e positiva evoluzione della
democrazia. Ma negli ultimi anni, anche grazie ai nuovi media, la sub-politica ha
acquisito un’importanza sempre maggiore, mettendo sotto pressione la politica
tradizionale dal basso, come la globalizzazione l’ha messa dall’alto”. (red)