Roma, 11 ott – Alla radice della questione Google empirebbe ai produttori di sviluppare una propria versione del sistema operativo, chiamato in gergo “fork”, per restare nel circuito imposto dal gigante del web. Un comportamento scorretto a giudizio dell’Antitrust europeo che ha pregiudicato la capacità dei browser mobili concorrenti di competere con Google Chrome, ostacolando la crescita di sistemi operativi e vanificando le opportunità per lo sviluppo di nuove applicazioni e servizi. Sundar Pichai, ad di Google, ha ritenuto ingiusta la sanzione, a suo parere frutto di una visione parziale riguardo alla realtà digitale da parte dell’Unione europea, e ha paventato la possibilità che Android possa non essere più gratuito in futuro “se i produttori di smartphone e gli operatori di rete mobile non potranno più includere le nostre applicazioni sulla loro vasta gamma di dispositivi. Una vittoria dell’UE avrebbe effetti pesanti su Android, perché significherebbe che i produttori hardware avrebbero libertà di scelta del software da installare, causando un duro colpo per il giro d’affari di Google, che così permetterebbe ai concorrenti di aumentare la propria fetta di mercato. (Pep / UE)