Roma, 11 ott – Lunedì 15 ottobre alle ore 20:00 avrà luogo, presso il Teatro Nazionale di Sarajevo, il Concerto dell’Orchestra dei Giovani della Bosnia Erzegovina, la prima formazione musicale costituita su base nazionale a esibirsi nel Paese. La compagine è infatti costituita da giovani musicisti provenienti dalle Scuole e le Accademie di musica di tutta la Bosnia Erzegovina, che si sono candidati in risposta all’annuncio pubblicato in estate dall’Ambasciata d’Italia, promotrice dell’iniziativa, e sono stati selezionati dal Maestro Igor Kuret, fondatore e Direttore Artistico della European Spirit of Youth Orchestra (ESYO), che dirigerà il concerto del 15 ottobre. (Ema). Ospite speciale della serata sarà lo scrittore e giornalista italiano Paolo Rumiz, autore di saggi e romanzi sulla Bosnia Erzegovina e su Sarajevo, che nel corso del concerto leggerà al pubblico alcuni suoi passi incentrati sull’Europa e sulla pace, tradotti dagli studenti di italiano dell’Università di Sarajevo. Informazioni su biglietti e prenotazioni, per cui è richiesto un prezzo simbolico di 5 BAM, possono essere richieste al Teatro Nazionale di Sarajevo, partner principale dell’iniziativa, assieme alla Filarmonica di Sarajevo. Il 16 ottobre Paolo Rumiz sarà protagonista, assieme alla scrittrice Andrea Marcolongo, anche di un incontro pubblico sempre a Sarajevo, alle ore 12:00 presso la Facoltà di Filosofia dell’Università di Sarajevo, in cui i due instaureranno un dialogo sulle rispettive esperienze legate alla Bosnia Erzegovina. L’incontro si inserisce nel contesto dei dialoghi di personalità italiane con gli studenti di lingua italiana delle principali università bosniache in occasione della Settimana della Lingua. Al riguardo, il 15 ed il 17 ottobre Andrea Marcolongo incontrerà rispettivamente gli studenti delle Università di Banja Luka, presso la Facoltà di Filologia alle 9:45, e di Mostar-Sveučilište, presso la Facoltà di Filosofia alle 13:30, per parlare del suo nuovo libro “La misura eroica. Il mito degli Argonauti e il coraggio che spinge gli uomini ad amare”, e più in generale del proprio legame con Sarajevo e la Bosnia Erzegovina.
(BIG ITALY / Red)