Roma, 15 ott – “Quota 100”, cioè la pensione con 62 anni d’età e 38 di contributi non sarà “temporanea” come sostiene II ministro dell’Economia. “Sarà strutturale – afferma il sottosegretario al Lavoro, Claudio Durigon, in una intervista al Corriere della Sera -. Anzi per noi deve essere il primo passo, tanto è vero che, non appena possibile, intendiamo realizzare ‘quota 41’, cioè ridurre a 41 anni di contributi il requisito per la pensione anticipata, quella che si ottiene indipendentemente dall’età” e “partirà con qualche mese di ritardo perché l’Inps ci ha chiesto tempo per organizzarsi. Ma potrebbe essere anche prima di aprile”. Ora ci vogliono 42 anni e 10 mesi (un anno in meno per le donne), che saliranno a 43 anni e 3 mesi dal 2019. 0 fermerete l’adeguamento di 5 mesi alla speranza di vita? “Stiamo valutando. Noi vorremmo fermare almeno lo scatto sulle pensioni anticipate. Poi c’è anche quello da 66 anni e 7 mesi a 67 anni d’età sulle pensioni di vecchiaia. Se non riusciremo a bloccarlo, in ogni caso sarà l’ultimo. Intanto, voglio assicurare che salvaguarderemo i requisiti attuali di pensionamento per i precoci e gli usuranti e prorogheremo l’Ape sociale”. Sul riscatto agevolato della laurea spiega poi che “stiamo studiando un meccanismo per renderlo molto meno costoso per i giovani col contributivo (quelli che hanno cominciato a lavorare dal ’96 in poi, ndr) e per agevolare i giovani con buchi contributivi dovuti a periodi di disoccupazione”. Quindi su “quota 100” non ci sarà un divieto assoluto di cumulare redditi da lavoro ma “una possibilità di cumulo molto limitata”. Contrariamente alle intenzione dei 5Stelle spiega poi che “non è il decreto lo strumento col quale intendiamo intervenire sulle pensioni d’oro. Al massimo si potrebbe valutare di portarlo nel disegno di legge di Bilancio, ma io penso che sarebbe meglio che la commissione Lavoro prosegua l’esame del testo. Quanto ai risparmi è premature sparare cifre”.
(red)