Roma, 16 ott – “Dobbiamo mantenere una memoria che si confronti con il presente e non soltanto volta a ricordare un passato lontano. Il male è sempre dietro l’angolo, quell’orrore, quella tragedia che vide il sacrificio di migliaia di romani ebrei, non deve più ripetersi”. Con queste parole Ruth Dureghello, presidente della comunità ebraica di Roma, ha ricordato ai microfoni di Rai Radio2 il settantacinquesimo anniversario della deportazione degli ebrei dal ghetto di Roma avvenuta il 16 ottobre del 1943. Nel corso del programma I Lunatici, Dureghello ha affermato: “Diffidenza e odio sono in aumento, questo perché è salita l’ostentazione, il coraggio di chi professa l’odio. Come se si fossero affievolite le barriere della coscienza. Le istituzioni dovrebbero mantenere sempre un linguaggio adeguato, attento”. “Alcune parole che sento in questo periodo – ha aggiunto – mi feriscono, per prima cosa come italiana. Come ebrea e come diversa, ma ovviamente parte di questa Nazione e di questo popolo, non posso che rammaricarmi per quel linguaggio di odio e di distanza verso il diverso che ci potrebbe sempre di più allontanare ed esporre al pericolo”. Infine una battuta sul potere dei social: “Li considero strumenti preziosissimi, ma se non c’è una mente sana che li guida, se diventano strumento di una propaganda terribile e di una violenza ingiustificata, sono armi assassine. Così superficiali, così estemporanei, temo che possano essere nemici delle coscienze. Se ci disumanizziamo e seguiamo con superficialità, senza entrare nel profondo, certe notizie, sarà veramente difficile recuperare dignità e umanità”. (PO / red)