Roma, 16 ott – “Una battaglia di civiltà”, un passo avanti per “modernizzare il Paese”. Non una “rivendicazione al femminile” ma “l’applicazione di un principio di uguaglianza”. Laura Garavini, senatrice del Pd eletta nella circoscrizione Estero/Europa, oggi al suo terzo mandato parlamentare, parla così della sua proposta di legge per rendere possibile l’attribuzione del cognome materno ai figli che spera venga presto calendarizzata. “I tempi ormai sono maturi” dice Garavini che ha ripresentato in Senato quello che è un disegno di legge già approvato alla Camera nella scorsa legislatura. “Ho riproposto in Senato un mio disegno di legge. Una legge – spiega la senatrice a 9colonne – che avevamo già approvato in Aula alla Camera. Ma che poi era stata affossata al Senato. Con questa norma intendiamo riconoscere alle famiglie la possibilità di scegliere se attribuire ai propri figli il cognome della madre, del padre o di entrambi come già avviene in altri Paesi. Ho ritenuto di ripresentarla perché nella precedente legislatura eravamo riusciti a conseguire un risultato molto importante”. “Ora mi auguro che ci siano le condizioni politiche per riuscire finalmente ad approvare questa legge. – aggiunge Garavini – Credo che sarebbe un passo importante per un’Italia dei diritti, per un’Italia più europea, per un’Italia più moderna. E anche un modo per dare più spazio alle donne. Confido che il ringiovanimento ulteriore del Senato, anche da parte democratica, coincida con un approccio molto più moderno, molto più democratico nell’ottica dell’introduzione di una legge di civiltà come questa. È una legge solo apparentemente minore. È in realtà una legge che tutelerebbe i diritti e che consentirebbe al nostro Paese di fare un salto avanti ulteriore rispetto a tutto quel processo di riforme legate ai diritti che avevamo messo in campo nella precedente legislatura”. “Nel resto d’Europa – conclude Garavini – tramandare il cognome materno rappresenta già da tempo una realtà”. (PO / Gil)