Per rispondere all’esigenza di sicurezza dei cittadini serve “un coerente piano di assunzioni straordinarie che consentano di recuperare i disavanzi di forza maturati negli anni dal 2012 al 2016 di blocco totale o parziale del turn over”: l’appello arriva dal comandante generale dell’Arma dei Carabinieri, generale Giovanni Nistri, in audizione di fronte alle Commissioni riunite Difesa di Camera e Senato. “Oggi – spiega Nistri – a fronte di una forza prevista dalle leggi pari a 117.950 unità, i Carabinieri sono 108.947, mancano quindi 9.003 militari, pari al 7,6% del totale delle dotazioni organiche. Il processo di aggiornamento dell’organizzazione continuo ha consentito di attestare a poco più di 3 mila unità, cioè al 2,75% della forza complessiva, il numero di militari impegnati in compiti gestionali” e “questo in parte mitiga il deficit di organico”. Che non è mitigato del tutto neanche dai provvedimenti ad hoc, “dal ripristino del turn over al 100% a partire dal 2016, nonché dal programma di 2155 assunzioni straordinarie previste dalla legge di bilancio 2018 per il prossimo quinquennio: stimiamo infatti – sottolinea il comandante generale dell’Arma – che nel 2023 la carenza di personale si attesterà su circa 5.300 unità e che nel 2025 si avrà un picco di congedi pari a quasi 5.200 unità”.
ETA’ MEDIA. Il programma di assunzioni straordinarie si rende necessario anche – sottolinea il generale Nistri – per mitigare il problema dell’invecchiamento del personale: “Oggi l’età media dei carabinieri è di 43 anni e mezzo, mentre nel 2000 si attestava sui 35 anni e mezzo. Oltre 71 mila militari, pari al 75% della forza complessiva, hanno un’età superiore ai 40 anni” e questo rappresenta un “fattore di pesante condizionamento per l’operatività dell’istituzione”. Nel corso dell’audizione, Nistri è intervenuto anche in merito al decreto sicurezza e immigrazione, auspicando “l’introduzione in sede di conversione della possibilità di accesso, anche per le forze di polizia a competenza generale, ai sistemi informativi della Banca dati dell’Agenzia delle Entrate, allo scopo di consentire un più ampio e più efficace sviluppo delle indagini in materia di criminalità organizzata e terrorismo”.
NUMERI. Fornendo i numeri dell’attività dell’Arma, il generale Nistri ha sottolineato come “il valore aggiunto della prossimità si riflette sulla concretezza dell’azione di polizia non meno che sulla percezione di sicurezza dei cittadini: i reparti Carabinieri in funzione della loro capillare distribuzione perseguono oltre il 72% del totale dei reati denunciati a tutte le forze di polizia, assicurano il 63% dei reati scoperti effettuando il 60% delle denunce e il 55% degli arresti”. Un’attività che comporta un rischio elevato, visto che “negli ultimi 5 anni nel corso dell’attività istituzionale 11 carabinieri hanno perso la vita e 9.576 sono stati feriti, solo quest’anno siamo a 1.097 feriti più o meno gravi”. (Roc – 16 ott)
