Roma, 30 set – E’ stato presentato questa mattina presso l’Auditorium di via Rieti a Roma il terzo rapporto Italiani nel Mondo realizzato dalla Fondazione Migrantes. Attenzione, assistenza e promozione sono le tre parole chiave che sono emerse durante la conferenza stampa e che caratterizzano i dati presentati. “Gli italiani all’estero sono una realtà lontana solo fisicamente – ha specificato monsignor Piergiorgio Saviola, direttore generale della fondazione, presentando la conferenza – Fra il nostro Paese e i connazionali nel mondo, nel tempo si è creata una frattura sempre più grande. Questo rapporto vuole dunque essere un fattore di saldatura che rafforzi i rapporti con una realtà viva e in continua evoluzione”. Che l’emigrazione sia un fenomeno giovane e vivo è quanto emerge anche dai 46 capitoli di cui si sostanzia il documento e dalle parole di Delfina Licata, caporedattore del Rapporto Italiani nel mondo: “Sono tantissimi i ragazzi che mantengono legami sempre più forti con il loro Paese d’origine. Questo perché vogliono conoscere le loro radici, sentono la necessità di crearsi una loro identità, ormai sempre più multiforme: realizzata nel Paese dove sono nati, ma che si sostanzia anche della loro italianità. La caratteristica peculiare dell’emigrazione italiana è proprio la poliformia. La sfida di oggi – ha aggiunto – è quella di cercare di capire come avvicinare le nuove generazioni”. Sono 3.734.428, infatti, gli italiani residenti all’estero e più della metà (circa il 54%) è costituita di giovani al di sotto dei 35 anni. Di questi, 3 su 10 sono minorenni, oltre 2 su 5 hanno un’età compresa tra i 18 e 24 anni e più di un quarto appartiene alla fascia di età compresa tra i 25 e i 34 anni. Le cifre parlano chiaro: dal 1990 al 2007 sono in media 24 mila i nati ogni anno all’estero. Per incentivare la partecipazione di queste nuove leve sono stati realizzati corsi di lingua e di promozione della cultura italiana. Chi studia l’italiano lo fa soprattutto perché: “E’ una risorsa in ambito professionale e perché è specchio dell’italian style nel mondo”, ha concluso Licata.
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