Roma, 18 ott – “Grazie all’Associazione Bellunesi nel mondo e alla Regione Veneto per questo viaggio. Avete fatto un regalo non solo a me, ma soprattutto ai miei nonni che non poterono mai più rivedere la terra da dove furono costretti a emigrare alla fine dell’Ottocento”. Con queste parole di Moacir Lorenzon (uno dei partecipanti) si può riassumere il successo del progetto “Anca mi son veneto”, conclusosi martedì 16 ottobre con la tradizionale “cena dei saluti”. Arrivati domenica 7 ottobre a Belluno, i dieci partecipanti hanno avuto l’opportunità di esplorare la regione da cui partirono tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento i loro nonni e bisnonni, ritrovando radici comuni e riallacciando vecchi legami storici. Due partecipanti provenivano dal Messico, altrettanti dall’Argentina e sei dal Brasile. In dieci giorni hanno visitato le città di Belluno, Longarone, Padova, Marostica, Treviso, Asolo, Bassano del Grappa, Venezia, Feltre, Mel, Canale d’Agordo e Verona, oltre alle Dolomiti e al Lago di Misurina, ma anche a importanti realtà economiche come Lattebusche e Birreria Pedavena, nonché a luoghi dal forte valore simbolico come la diga del Vajont (proprio nel giorno dell’anniversario della tragedia) e il Museo di Papa Luciani e quello civico di Belluno. (BIG ITALY / Red)