Roma, 1 ott – Si sono dunque affrontati temi quali la lingua, la comunicazione e l’informazione in generale. “Questi ragazzi – ha aggiunto Menna – sentono l’esigenza di non staccare la spina dalla cultura italiana che sembra essere sempre alla moda. Questo perché le nostre tradizioni rappresentano comunque un polo di grande attrazione. Ho trovato molto più entusiasmo nei giovani che nelle generazioni passate. Per noi è stata un’esperienza molto bella, utile, profonda”. Progetti per il futuro: “In questo momento stiamo lavorando su una serie di istanze che ci sono pervenute proprio dalle nostre comunità all’estero. A novembre andremo in Argentina per la preconferenza del Sud America e lì cercheremo di essere anche più fattivi. L’obiettivo è quello di incentivare lo stimolo imprenditoriale: abbiamo infatti realizzato delle borse di studio per premiare i migliori imprenditori italiani nel continente Sud Americano, con l’aiuto delle Camere di Commercio locali. Ci proponiamo, inoltre, di creare una borsa di studio legata all’imprenditoria per gli extracomunitari qui a Roma. Si parla sempre d’immigrazione come integrazione, quindi cerchiamo di premiare chi, tramite le sue capacità, è riuscito a eccellere – ha concluso Menna – Dobbiamo crescere come società civile. Questo discorso vale a maggior ragione per il problema della sicurezza. In Italia gli extracomunitari vengono visti come delinquenti, esattamente come una volta eravamo considerati noi in America. Se allora il primo a non avere voglia di essere paragonato a un ladro era l’italiano onesto, lo stesso vale anche oggi per i tantissimi extracomunitari onesti presenti nel nostro Paese”.
(Sab/Erg)