Roma, 19 ott – Cosa significa la parola che hai scelto come nome d’arte? Come e in che senso è legata al tuo lavoro? Abbiamo fatto ricerche in rete e abbiamo letto che forse deriva dallo Swahili.
Il mio nome d’arte è stato scelto per operare una netta cesura dalla mia precedente identità, ossia Dominique Fidanza. Il significato è legato alla mia sfera privata. Preferisco lasciarlo nel mistero…
Quali artisti ti hanno maggiormente influenzato a livello compositivo?
Ho fatto esperienze in Francia e in quell’ambito ho duettato con molti artisti italiani tra i quali Zucchero e Laura Pausini. Negli ultimi anni una figura per me importantissima è stata e rimane quella di Michel Fugain, un artista francese impegnato nel campo della canzone popolare d’autore. Fra le canzoni che ha scritto una nota anche in Italia è “La belle histoire” che è stata tradotta da Franco Califano e poi cantata da Mina, ma ce ne sono tante altre che non sono arrivate sul mercato italiano. Il mio debito nei confronti di Michel è molto grande, sia dal punto di vista sia umano sia dal punto di vista artistico. Molte mie canzoni sono composte suonando la chitarra, ma devo confessare che in questo campo sono totalmente autodidatta. Le mie fonti di ispirazione principali sono Tori Amos e Rosa Balistreri. (PO / SEGUE)