Roma, 19 ott – Chiude oggi la 45ma sessione della Commissione per la Sicurezza Alimentare Mondiale (CFS) e affida alla Commissione stessa il compito di redigere le Linee Guida Volontarie per i sistemi alimentari e per la nutrizione da approvare nel 2020. Le linee guida sono concepite per fungere da punto di riferimento per governi e attori nel disegnare le politiche, gli investimenti e gli accordi industriali necessari ad assicurare a ognuno diete “disponibili, convenienti, accettabili e sicure”, in linea con il proprio sistema di credenze e cultura. Il CFS è una piattaforma inclusiva che offre a membri della società civile e del settore privato e ai governi la possibilità di esprimere punti di vista e di sviluppare raccomandazioni e consigli su politiche e linee guida in merito a temi relativi alla sicurezza alimentare e alla nutrizione. Frutti recenti di questo lavoro includono le Linee Guida Volontarie sulla proprietà della terra e sugli investimenti responsabili in agricoltura. “Per la sua capacità di inclusione, il CFS è uno strumento potente per combinare la volontà politica e le conoscenze necessarie verso fame zero”, ha affermato Mario Arvelo, presidente del CFS e rappresentante permanente della Repubblica Domenicana presso le Agenzie ONU in Roma. “Partendo dal successo di questa sessione, siamo tutti tenuti a rinnovare il nostro impegno, mentre lo spettro dei partecipanti si allarga a tutti i potenziali partner. Perché sconfiggere la fame e tutte le forme della malnutrizione entro il 2030 sarà possibile se tutti partecipiamo”. La nutrizione sta diventando una preoccupazione sempre maggiore man mano che il numero di persone obese nel mondo cresce a livelli simili a quelli di chi soffre la fame. Ci sono oggi 672 milioni di obesi e 821 milioni di persone colpite dalla fame e dalla malnutrizione, secondo l’ultimo rapporto FAO. All’inizio della settimana il direttore generale delle FAO ha invitato il CFS a “intensificare l’impegno” nel proprio ruolo di guida, sottolineando che “il sovrappeso e l’obesità devono essere affrontate con politiche pubbliche, non sono un affare privato”. (SEGUE)