Un tweet-bombing rivolto al comune di Roma, e in particolare alla sindaca Virginia Raggi e all’assessore alle Politiche sociali Laura Baldassarre, per scongiurare lo sgombero imminente del campo di piazzale Maslax, alle spalle della stazione Tiburtina, e per chiedere soluzioni immediate per le 200 persone (tra richiedenti asilo e transitanti) che attualmente vi risiedono: è l’iniziativa dei volontari del Baobab, l’associazione che da 3 anni ormai si occupa di offrire pasti e assistenza agli ospiti del campo: l’invito aperto a tutti è quello di inviare agli account tweet e facebook di Raggi e Baldassarre alle 12 in punto lo stesso messaggio: “Sindaca @virginiaraggi, Assessora @baldassarrelaur, chi decide le sorti delle persone in questa città, la Prefettura o il Campidoglio? Vogliamo una soluzione dignitosa e condivisa per gli abitanti di #PiazzaleMaslax subito! #lumanitànonsisgombera, vogliamo #dirittiNONapartheid!”.
“Il clima che si respira nel Paese è cupo, tetro – spiegano i ragazzi dalla loro pagina Facebook – Nella creazione di questo clima, le istituzioni sono in prima linea: a partire dal Viminale, fino ai governatori di regione per arrivare ai sindaci, gli organismi che dovrebbero rappresentare e guidare la società verso un futuro migliore, sono troppe volte attori principali nel diffondere paura, odio, esclusione. Le barriere che sono state montate intorno al presidio umanitario di Baobab Experience, fanno presagire un imminente sgombero. Da troppo tempo ormai siamo testimoni di come le questioni sociali, nella nostra città, vengano derubricate a problemi di ordine pubblico. Da anni, anche prima dell’arrivo di questa giunta Questura e Prefettura programmano ed eseguono sgomberi senza preoccuparsi minimamente delle conseguenze sulle persone colpite e, di riflesso, su tutta la città”. Secondo il Baobab, “la Sindaca e l’Assessora alle politiche sociali di Roma, Virginia Raggi e Laura Baldassarre, si sono da sempre trincerate dietro la loro impossibilità di opporsi alle decisioni prese dalle forze di polizia o di concordarne diverse tutelando per prime le persone. Oggi, questo atteggiamento da Ponzio Pilato, non può reggere più. Lo ribadiamo, la sicurezza senza diritti è apartheid”. (red – 22 ott)