Roma, 22 ott – Anche il commissario straordinario Roberto Fabbricini ha sottolineato gli obiettivi centrati, ma anche le diverse problematiche affrontate nel percorso commissariale iniziato lo scorso 1° febbraio: “Durante il mio mandato ho sempre rispettato l’indipendenza e la terzietà degli organi di giustizia. Comprendo benissimo i giudizi soggettivi sul commissario, ma alcuni di questi, seppur legittimi, sono stati improntati a posizioni precostituite e in certe occasioni sono prevalse le contrapposizioni. La Serie B a 19 squadre è stata l’origine di tanti problemi e di una mia forte autocritica. Questo nasce innanzitutto dalla mia convinzione che i diritti sportivi debbano essere acquisiti solo sul campo, poi dalla volontà della Lega B di non procedere ai ripescaggi, una brutta parola, e infine dalla convinzione che questa decisione sia il primo grande passo sulla via della riforma dei campionati da tutti da tempo auspicata e poi mai affrontata nel concreto”. Fabbricini ha poi fatto gli auguri a Gravina per il lavoro che lo aspetta, ha ricordato la nomina di Roberto Mancini alla guida della Nazionale (“che ci permette di guardare al futuro con fiducia”) e ha ribadito la bontà di alcune riforme: “Rivendico con convinzione alcune delle cose fatte in questi nove mesi, a partire dall’attenzione data al calcio femminile, dove si sono fatti notevoli passi avanti e investimenti. La riforma delle seconde squadre ha un valore maggiore rispetto alla sola società (la Juventus, ndr) che ha deciso di avvalersene quest’anno: sentire oggi che in Italia non ce ne era bisogno mi sembra paradossale”. Tutte schierate con Gravina le componenti federali, con l’appoggio annunciato in mattinata anche da parte dell’AIC. Sul palco a confermare il loro sostegno il presidente della Lega A Gaetano Micciché, il presidente della Lega B Mauro Balata, il vice presidente vicario della Lega Pro Mauro Grimaldi, il presidente della Lega Nazionale Dilettanti Cosimo Sibilia, i presidenti dell’Associazione Calciatori (AIC) e dell’Associazione Allenatori (AIAC), Damiano Tommasi e Renzo Ulivieri e il numero uno dell’Associazione italiana arbitri (AIA) Marcello Nicchi.
(SEGUE)