Roma, 22 ott – Prima di raggiungere il quorum già alla prima votazione, Gravina ha spiegato come coesione e sostenibilità siano le parole chiave per ripartire: “Essere qui è per me il completamento di un percorso umano e sportivo. La maglia azzurra, simbolo della nostra istituzione federale, muove i sogni di ogni bambino e sarà per me un privilegio poterla onorare. Ringrazio i fidati compagni di viaggio in un percorso tortuoso, ma che oggi finalmente ci vede compatti per ripartire. Ce lo chiede il Paese e ce lo chiede il contesto internazionale. Oggi sento più forte che mai la responsabilità, la forza di fare un programma chiaro, deciso e condiviso. È il momento di avere il coraggio di gettare il cuore oltre l’ostacolo. Dobbiamo fare squadra tra di noi e con tutte le istituzioni che ci sono vicine, con il CONI e con il Governo. Il calcio non si gioca da soli”. Il nuovo presidente ha le idee chiare su quale debba essere la strada da seguire: “Il calcio che vorrei è quello dei giovani, dello sviluppo del talento, quello che non fa differenze di genere e punta a sviluppare sempre di più il calcio femminile. Il calcio che vorrei è sostenibile, ogni componente è un pezzo del mosaico, è quello delle famiglie che si avvicinano ad un ambiente etico, ed è in grado di fare impresa. Il calcio che vorrei si gioca in impianti funzionali e moderni, che rivede l’Italia nella grandi competizioni internazionali”.
(Sis)