Udine, 23 ott – “Fino all’irruzione dei nuovi mezzi di registrazione ed elaborazione elettronica dell’audio – spiega Luca Cossettini, ricercatore del Dipartimento di Lingue e letterature, comunicazione, formazione e società e organizzatore dell’incontro – l’arte musicale ha concepito la notazione come forma privilegiata di rappresentazione del pensiero compositivo. Nel Novecento, nuove forme di produzione del suono hanno proiettato la scrittura oltre la dimensione piatta del grafismo e la nuova condizione digitale dei media ha ridefinito il sistema di relazioni in ogni campo dell’arte e della conoscenza. Il compositore odierno opera con una pluralità di forme di scrittura passando con disinvoltura dai sistemi di notazione tradizionale alla sintesi in tempo reale del suono nel live-electronics. Una rivoluzione che si riflette in tutti gli ambiti del sapere musicale: dalla preservazione all’analisi, dalla performance dal vivo fino allo sviluppo di innovativi modelli per l’editoria digitale”. Di queste tematiche si occupano su scala internazionale i ricercatori dell’IReMus, declinandole nelle diverse sotto discipline della musicologia (musicologia storica e sistematica, etnomusicologia, studio della cultura popolare contemporanea, sociologia della musica, psicologia cognitiva, estetica musicale, musicologia digitale). Il loro campo di studi spazia dal Medioevo alla musica elettroacustica, dal jazz alla musica contemporanea. L’IReMus nasce nel 2014 dalla sinergia tra le più importanti istituzioni parigine che operano in campo musicologico: l’OMF (Osservatorio musicale francese) e il PLM (Heritage and Musical Languages) dell’Università Paris-Sorbonne e l’IRPMF (Istituto di ricerca sul patrimonio musicale in Francia), unità di ricerca che opera sotto la supervisione del CNRS, della Biblioteca Nazionale di Francia e del Ministero della Cultura e della Comunicazione. La sua missione è la conservazione e la valorizzazione del patrimonio musicale conservato in Francia. (BIG ITALY / Red)