Roma, 24 ott- Il 37,4% di chi parte (quasi 48 mila persone) ha tra i 18 e i 34 anni. I giovani adulti, ovvero la classe tra i 35 e i 49 anni, sono un quarto del totale, ma dal confronto con l’anno precedente risulta un aumento di +2,8% (in valore assoluto quasi 900 mila unità). Un’attenzione a sé meritano le fasce di età più mature. Infatti, se l’incidenza nel 2018 è dell’11,3% per chi ha tra i 50 e i 64 anni è il 7,1% dai 65 anni e oltre. Tornando al genere, le donne sono meno degli uomini in tutte le classi di età tranne che in quella dagli 85 anni in su (61,2%) e tra i 15 e i 17 anni (51,0%. Una conseguenza di quanto appena detto riguarda lo stato di vedovanza in cui le donne arrivano al 77,5% su un totale complessivo dell’1,3%. Chi parte oggi dall’Italia è, infatti, principalmente celibe/nubile (60,8%) oppure sposato/a (33,2%). Gli italiani sono partiti da 107 province differenti. Milano, Roma, Genova, Torino e Napoli sono le prime cinque province di partenza. Si tratta di grandi aree metropolitane a riprova del fatto che le attuali partenze coinvolgono i territori che ospitano importanti strutture formative e professionali – università e multinazionali – che premono per avere relazioni internazionali. La prima regione di partenza è la Lombardia (21.980) seguita, a distanza, dall’Emilia-Romagna (12.912), dal Veneto (11.132), dalla Sicilia (10.649) e dalla Puglia (8.816). I territori che in questi ultimi anni si sono particolarmente distinti – Lombardia e Veneto in primis, ma anche il Lazio – sembrano attraversare una fase di rallentamento, più o meno drastico a favore di contesti regionali in un certo senso “secondari” – quali appunto Liguria, Emilia-Romagna e Puglia – che vantano però una tradizione di mobilità indiscussa.
(Red)