Roma, 24 ott – “Il PMI composito, a sorpresa, è calato ancora marcatamente a ottobre assestandosi 52,7 da 54,1, un minimo dal 2015 e ben al di sotto del picco di fine 2017 (58,8). Il calo del PMI composito – spiega Anna Maria Grimaldi, senior economist Direzione Studi e Ricerche di Intesa Sanpaolo – è interamente dovuto alla Germania dove l’indice è sceso a 52,7 da 55. Altresì l’indice è migliorato in Francia a 54,3 da 54,0. Il PMI manifatturiero è calato a 52,1 da 53,2 confermando il rallentamento dell’industria per effetto della minore domanda dall’estero che è scesa a 48,9, quindi, sotto quota 50 per la prima volta dal 2013. La tendenza è comune a Francia (51,2 da 52,5) e Germania (52,3 da 53,7). In Germania, i nuovi ordini all’export sono a quota 47,4, mentre restano su livelli più tonici in Francia. A pesare sull’andamento del comparto è anche l’aumento delle scorte di prodotte finiti che tornano a 50,4 da 49,4. Il quadro peggiora anche nei servizi con il PMI euro zona a 53,3 da 54,7. In questo caso, però, il calo interessa solo la Germania (53,6 da 55,9), mentre l’indice è migliorato in Francia (55,6 da 54,8). Nei servizi, sono peggiorate in particolare le attese per i prossimi mesi mentre la valutazione della situazione corrente è poco variata. Nonostante, il rallentamento di attività, le imprese si aspettano di continuare ad aumentare l’organico anche se a ritmi meno sostenuti che in passato. Le pressioni sui prezzi di vendita sono ancora poco variate con l’indice PMI prezzi praticati a 53,4 da 53,6. L’indice PMI prezzi pagati è, invece, fermo a 60.4. La tendenza recente del PMI composito segnala il rischio che la crescita del PIL si asseti a 0,3% t/t, nei mesi autunnali. Su base congiunturale, la crescita del PIL euro zona è quasi tornata al trend. Difficile dire se il rallentamento sia o meno temporaneo in particolare nei servizi in Germania. La domanda interna dovrebbe essere sostenuta da fondamentali ancora solidi. L’IFO in uscita domani fornirà maggiori indicazioni sullo stato di salute dell’economia tedesca. Segnaliamo in ogni caso rischi al ribasso per le nostre stime di crescita del PIL nella zona euro del 2,0% quest’anno e dell’1,7% nel 2019. E’ possibile che domani la BCE voglia alterare la valutazione bilanciata dei rischi per la crescita nell’area euro. Tuttavia, anche se così fosse il Consiglio non altererà il percorso di normalizzazione dello stimolo monetario nei prossimi mesi dal momento che la stance rimarrebbe comunque accomodante anche se l’economia dovesse assestarsi poco al di sopra del potenziale nel prossimo anno”. (PO / red)