Roma, 24 ott – “Ha perfettamente ragione il Presidente di Confindustria Vincenzo Boccia: ‘non possiamo vivere di risse, ma nemmeno nella UE che ci ritroviamo’. E oggi si è scritta un´altra pagina di questa Europa dove non vince l’equità o la fairness (tanto sbandierata e tanto calpestata), ma la logica del più forte. E´ vero, la plastica inquina il mare. Ma quell´inquinamento è provocato al 95% da otto fiumi asiatici e due fiumi africani, come hanno chiarito gli studi fatti dalle Nazioni Unite. Quindi, vietare la produzione in Europa non porta nessun vantaggio all´ambiente. In più si colpiscono le categorie di prodotti che, nella lista dei dieci oggetti trovati più frequentemente sulle spiagge, non stanno né al primo, né al secondo, né al terzo, ma bensì al settimo posto. E a quel settimo posto si potrebbe benissimo – invece di ‘posate, piatti e cannucce’ – scrivere ‘Italia’! Si colpiscono le stoviglie perché sono prodotte principalmente in Italia. Alle nostre aziende la Commissione per anni ha detto ‘investite per produrre prodotti 100% riciclabili’, e le aziende l´hanno fatto. Ha detto ‘investite per raccogliere e riciclare’, e le aziende lo hanno fatto e stanno lavorando per riciclare il 100% dei loro prodotti. Ora, contrordine: tutti gli investimenti buttati all´aria perché si vieta la produzione; piccole e medie aziende che sono dei veri gioielli dovranno chiudere, migliaia di famiglie resteranno senza risorse e il mare resterà inquinato tanto quanto. Complimenti! Quando si dice una bella operazione ‘lose-lose’. Il voto di oggi non ha salvato nemmeno l´uso di questi prodotti nei circuiti chiusi – uffici, scuole, ospedali, carceri, ecc. – dove la raccolta è assicurata. Non è servito a niente portare studi della California e dell´Università di Ulster che provano senza ombra di dubbio che non utilizzare la plastica monouso moltiplica in modo esponenziale le contaminazioni, dalle più leggere alle più gravi, con conseguente aumento dei ricoveri ospedalieri. Quindi nemmeno la sicurezza alimentare tanto cara ai guru e alle sacerdotesse dell´ambientalismo è stata tenuta in considerazione. Dunque? A pensare male si fa peccato… La carta accusa il colpo della digitalizzazione, ma certo non è competitiva rispetto alla plastica. Bisogna quindi vietare la plastica tra l´evidente entusiasmo dei Paesi che producono cellulosa. Nessuno ha saputo o voluto rispondere a una semplice domanda: perché vietare solo i prodotti monouso di plastica? Perché non vietare tutti i prodotti monouso, di qualunque materiale essi siano fatti? Attacco alla plastica uguale attacco al made in Italy. Nessuna valutazione di impatto appropriata, con dei risultati anche grotteschi: si vietano i bastoncini di plastica per i palloncini, che secondo la Direttiva sulla sicurezza dei giocattoli sono gli unici sicuri e quindi ammessi. Tanto che l´Ombudsman (il Mediatore europeo) ha avviato un´indagine il primo di ottobre sulle presunte lacune nelle procedure seguite dalla Commissione per la sua proposta. Ha ragione, caro Presidente Boccia, ‘questa Europa targata Juncker non è più credibile’. Ora la palla va al Consiglio. Continuerò a battermi e a dare voce alle decine di aziende e alle migliaia di lavoratori italiani che su questa partita si giocano il futuro”. Così in una nota l’onorevole Elisabetta Gardini, capogruppo di Forza Italia al Parlamento Europeo. (red / UE / PO)