L’aula del Senato, con 160 voti a favore, 98 contrari e 7 astenuti, ha approvato la proposta di modifica dell’articolo 416-ter del codice penale in materia di voto di scambio politico-mafioso. Il testo passa alla Camera dei deputati. L’esame del provvedimento era iniziato martedì 23, con la relazione del senatore M5S Dino Giarrusso.
IL DDL. L’articolo 416-ter, come modificato dal disegno di legge approvato da Palazzo Madama , sanziona con la pena della reclusione da 10 a 15 anni il conseguimento, diretto o a mezzo di intermediari, della promessa del sostegno elettorale da parte di soggetti dei quali a colui che contratta è nota l’appartenenza ad associazioni criminali di stampo mafioso, in cambio della erogazione di denaro, di qualunque altra utilità o della disponibilità a soddisfare gli interessi o le esigenze dell’associazione (comma primo). Rispetto alla formulazione vigente la proposta: amplia ulteriormente l’oggetto della controprestazione di chi ottiene la promessa di voti, contemplando non solo il denaro e ogni altra utilità, ma anche “la disponibilità a soddisfare gli interessi o le esigenze della associazione criminale”; estende la punibilità anche ai casi in cui la condotta incriminata sia stata realizzata mediante il ricorso ad intermediari; elimina il riferimento al metodo dell’intimidazione mafiosa, sanzionando invece il conseguimento della promessa di suffragi da parte di soggetti la cui appartenenza alle associazioni mafiose deve essere nota a chi conclude l’accordo elettorale; ridefinisce la cornice edittale del reato prevedendo la pena della reclusione da 10 a 15 anni. (Si tratta della medesima pena applicabile, ai sensi del primo comma dell’art. 416-bis c.p., agli appartenenti ad un’associazione di tipo mafioso) Con la medesima sanzione è punita la condotta del soggetto che promette di procacciare i suffragi (comma secondo). Il nuovo terzo comma dell’articolo 416-ter c.p. prevede una circostanza aggravante se chi ha accettato la promessa di voti è eletto. Alla condanna per il reato in questione consegue la pena accessoria della interdizione perpetua dai pubblici uffici (quarto comma).
IL DIBATTITO. “È un passo fondamentale nella lotta alla mafia” commenta il relatore Giarrusso. “L’articolo 416 ter del codice penale – aggiunge il senatore siciliano – esiste da molti anni ma è sempre stato poco efficace. Nel 2014 il Pd e i suoi alleati lo hanno addirittura peggiorato, rendendo più difficile condannare queste persone che fanno i patti col diavolo. Nella scorsa legislatura mi ero battuto insieme ai colleghi del Movimento 5 Stelle per contrastare quella riforma e per farne una seria. Ma Pd e soci sono andati avanti nella loro strada verso il disastro. Adesso che abbiamo avuto il mandato di governare noi schieriamo l’Italia dalla parte della legalità e della giustizia: se sei candidato e accetti i voti di un mafioso, ti prendi una condanna tra i 10 e i 15 anni. Se poi vieni eletto la pena aumenta della metà. E subisci pure l’interdizione dai pubblici uffici. Lo stesso trattamento è previsto per il mafioso che procura i voti. Se non spezziamo la catena tra criminalità organizzata e politica non riusciamo a rendere più civile il nostro paese. Non vogliamo dare scampo a politici corrotti e mafiosi”. Secondo Laura Garavini (Pd), vice presidente della Commissione Difesa al Senato, si tratta di una legge che “una volta approvata, andrà a compromettere seriamente la lotta alle infiltrazioni mafiose nella politica” perché “chi dichiara di non essere stato consapevole del tentativo di scambio mafioso verrà scagionato. Dunque apre enormi margini ai mafiosi per sottrarsi alle loro responsabilità. Inoltre prevede solo l’ipotesi che sia il mafioso a prendere l’iniziativa del voto di scambio. Mentre nella realtà spesso è proprio il politico colui che chiede il voto. Dunque anche qui la legge creerà una falla pericolosa. A parole dicono di volere combattere le mafie. Ma nei fatti fanno esattamente il contrario”. “Maggioranza e governo hanno fatto solo uno spot pubblicitario aumentando solo le pene a chi accetta i voti da un mafioso. Una riforma che non risolverà la questione vera e seria del voto di scambio” ha detto in dichiarazione di voto il senatore di Forza Italia Giacomo Caliendo. (Roc – 24 ott)