“La nostra non è di sicuro una strategia espansiva temeraria che mette a rischio la tenuta dei conti pubblici. E nemmeno si basa su ipotesi avventate, ma su prospettive reali che saranno generate dalle misure contenute nella manovra. Del resto, se perseverassimo nella stessa logica dell’ultimo decennio, continueremmo ad avere una crescita troppo bassa che in nessun caso farebbe uscire il sistema-Paese dalla crisi in cui si dibatte da troppo tempo”. Lo afferma il ministro dell’Economia, Giovanni Tria, in una intervista a Famiglia Cristiana. E aggiunge sul Reddito di cittadinanza: “In Italia il numero di persone che vivono in condizioni di povertà o di deprivazione materiale è ormai arrivato a 17,5 milioni, un dato non solo preoccupante, ma allarmante. Questa misura consentirà alle componenti più vulnerabili della nostra società di tornare a contribuire attivamente nel mercato del lavoro con un patto chiaro: investiamo su di te se ti impegnerai. È questo un investimento in capitale umano”. Poi parla della pace fiscale: “Non parlerei di condono ma più in generale di pace fiscale, che risponde all’esigenza di facilitare la vita e l’attività dei contribuenti aiutandoli a risolvere le pendenze con il fisco. Questo servirà anche a decongestionare il contenzioso tributario e l’attività dell’Agenzia delle entrate consentendole di concentrarsi sulla lotta all’evasione. Lotta che farà un importante salto qualitativo il 1° gennaio prossimo con l’avvio della fatturazione elettronica”. Infine chiarisce: “Smentisco i contrasti con Salvini e Di Maio, come con qualsiasi altro membro del Governo. Discuto delle misure di Governo nell’ambito delle mie competenze come ogni altro ministro. In genere si è d’accordo. Quando non lo si è, si discute. Non ho mai minacciato le dimissioni, sono voci messe in circolazione da chi vuole mettere in difficoltà l’esecutivo. Del resto i giornali hanno cominciato a parlare delle mie dimissioni ancora prima che giurassi”. Ed interrogato sul “giallo della manina” precisa: “La questione è stata chiarita e superata dall’accordo raggiunto al Consiglio dei ministri di sabato scorso”. (25 ott – red)