Roma, 25 ott – “L’impressione – aggiunge ancora Anna Maria Grimaldi – è che il Consiglio non voglia modificare il processo di normalizzazione e che speri di poter avviare un ciclo di rialzi moderato da settembre prossimo. L’Italia è stata oggetto di molte domande dei giornalisti. Ma anche qui le novità sono limitate. Draghi si è detto fiducioso che un accordo possa essere trovato ed ha anche riportato l’opinione di Dombrovski che si è dichiarato “aperto al dialogo nel rispetto delle regole del Patto di Stabilità”. Draghi ha riconosciuto che il rialzo dello spread può mettere sotto pressione la posizione di capitale delle banche italiane nonché il costo di accesso al funding, ma si è rifiutato di identificare una soglia critica per il differenziale di tasso tra titoli italiani e tedeschi. Riguardo l’attuale “dibattito sulla posizione fiscale” con la Commissione UE, Draghi è fiducioso. Ma se così non fosse e se le decisioni del governo italiano dovessero portare ad uno scontro e soprattutto ad un ulteriore perdita di fiducia da parte degli investitori non ci sarebbe molto da fare per la BCE. Se un singolo paese membro si trova in una crisi di liquidità, la modalità di soccorso da parte della BCE sono le OMT outright monetary transactions, lanciate nel 2012, nel pieno della crisi sul debito. Ma le OMT sono attivabili solo sotto stretta condizionalità ovvero la firma del famigerato Memorandum of Understanding da parte del paese membro che in cambio di una linea di credito ESM accetta un percorso di rientro dagli squilibri macroeconomici. La concessione di un programma di aiuto è un processo lungo che richiede l’approvazione unanime degli altri paesi membri. Solo quando la linea di credito è attiva, il paese membro può richiedere l’intervento della BCE. In linea di principio l’attuale meccanismo di gestione delle crisi tramite ESM e BCE dovrebbe bastare ma si tratta di terra incognita. In sintesi – conclude Grimaldi – bisognerà aspettare dicembre per delle novità sulla politica monetaria. Rimaniamo dell’idea che il Consiglio avvierà un ciclo di rialzi moderati da settembre 2019 anche nel caso in cui la crescita dovesse tornare al trend o poco al di sotto del trend dal momento che la politica monetaria resterebbe comunque accomodante. Riguardo l’Italia, il dibattito resta tra la Commissione, le autorità italiane e gli investitori”.
(PO / red)