Roma, 26 ott – Intervistata da La Stampa, la ministra della Pubblica amministrazione Giulia Bongiorno “lancia la volata” della Lega alla successione della guida del Campidoglio: “Io sono palermitana – afferma la Bongiorno – se in passato mi avessero proposto una partecipazione alla Lega Nord avrei risposto di no. A queste elezioni mi sono candidata invece con la nuova Lega: condivido pienamente la necessità di regole, rigore e legalità. Questo tipo di Lega può piacere al Sud come al centro Italia, a persone che non vogliono più sentir parlare solo di diritti, ma anche di doveri”. Dunque la Lega può raccogliere un elettorato trasversale? “Assolutamente sì. Ormai lo schema non è più destra o sinistra, ma chi crede nella necessità delle regole e della legalità, e chi no”. “La scorsa legislatura abbiamo assistito a provvedimenti inaccettabili come la derubricazione di reati a fatti di scarsa tenuità. Io non sono d’accordo. Sono una garantista, sempre: bisogna prima capire se una persona è colpevole. Ma se lo è, deve scontare tutto. A sinistra ho visto spesso un certo perdonismo”. In merito alla situazione a Roma, e in particolare alla vicenda di Desiree, la rappresentante dell’esecutivo preferisce non parlare “delle singole responsabilità di chi era con lei, non mi avventuro a fare ipotesi. Ma una certezza l’abbiamo: il contesto di degrado in cui si è svolto l’omicidio. Chi vive a Roma lo sa: San Lorenzo è un quartiere abbandonato, senza controllo del territorio. Esiste purtroppo a Roma un problema di zone franche”. Per questa situazione “Do alla sindaca Raggi due attenuanti. La prima è che si deve occupare di una realtà estremamente vasta; la seconda che eredita una situazione complicata. Ma so per esperienza da penalista che l’illecito prolifera dove non c’è la presenza dello Stato”. Cioè della sindaca e dell’amministrazione comunale? “Prendo a prestito le parole di Matteo Salvini: dalla Raggi mi aspettavo di più”. “Non condanno nessuno, dico che di questa situazione è oggettivamente responsabile chi fa il sindaco. Serve più controllo del territorio, io ci credo molto”. (PO / red)