Silvana Mangione, vicesegretario generale del Consiglio Generale degli Italiani all’estero, è intervenuta il 22 ottobre a Roma agli Stati Generali della Lingua italiana nel mondo nel corso della tavola rotonda dedicata al tema delle “Reti dell’italiano nel Mondo”. “La presenza storica degli italiani all’estero – ha detto a 9colonne – ha creato un grande amore per l’Italia, che si è sviluppato grazie alla trasmissione di valori significativi come la cultura, l’apprezzamento per il cibo, la capacità di socializzazione. In questo momento tuttavia, quella degli italiani all’estero, è una rete che rischia di spezzarsi in due. E sono due rami ugualmente importanti: il ramo degli italo discendenti e quello – che è una nuova realtà – della neo mobilità. Le famiglie di italiani si trasferiscono all’estero portando con sé anche i figli piccoli. Questi, hanno appreso la lingua italiana assorbendola, cioè imparandola in casa. E dunque non dispongono di una vera e propria conoscenza grammaticale e sintattica. Ora, nel momento in cui questi bambini frequentano la scuola, si mettono a parlare la lingua del paese nel quale vivono, smettendo così di parlare l’italiano”. Quali, dunque, le strategie da mettere in atto per risolvere il problema? Il vicesegretario Mangione ha illustrato la sua proposta: “Ritengo che la strategia dei corsi bilingue sia assolutamente fondamentale. Non solo per riavvicinare queste nuovissime generazioni alla lingua italiana, ma anche per creare un rinnovato clima di italo-filìa che possa ricondurre ad una italofonia, tanto da consentire anche ai giovani che non sono di diretta discendenza italiana di poter parlare correttamente la nostra lingua all’estero”. (22 ott – PO / red)
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