San Gemini, 7 ott – “L’interesse e l’entusiasmo del pubblico verso una mostra antologica di Ugo Attardi si possono individuare attraverso diversi fattori: alcuni schiettamente sinceri, altri più funzionali secondo le mode e le influenze sociali dei tempi che viviamo. Ugo Attardi è però un artista in questo senso ‘anomalo’, perché non si colloca nelle dominanti correnti artistiche contemporanee, le quali sostanzialmente privilegiano il concetto di assenza totale dell’arte figurativa”. Andrea Attardi, figlio dell’artista, spiega così il successo della mostra antologica inaugurata il 27 settembre scorso a San Gemini, nella splendida Sala dei Priori di Palazzo Vecchio, e visitata finora da migliaia di persone. Un successo rilevante che testimonia la straordinaria vitalità dell’opera di Attardi e che assume ancora più significato se si considera che gran parte dei visitatori si è dichiarata “distante” dal mondo dell’arte ma ugualmente coinvolta dalle opere di uno dei più poliedrici artisti italiani della seconda metà del Novecento. “I visitatori più o meno occasionali che si recano a una esposizione di mio padre – afferma Andrea Attardi – restano scioccati dalla drammatica scoperta del ‘primato’ del corpo e della forma, con tutte le accezioni in quello stesso mondo crudele e imbarbarito rappresentato dall’artista. Chi invece ha già avuto l’opportunità di conoscere l’opera di Ugo Attardi compie sì un ritorno, ma anche un’ulteriore riscoperta di un artista che ha dipinto in tutti i suoi meandri gli abissi della mente umana. È dunque estremamente difficile classificare i modelli di pubblico. Il dato a mio avviso più importante è che esistano organismi e istituzioni, quali la Società Dante Alighieri, il Comune di San Gemini o la Casa d’Arte Ulisse di Roma, sempre impegnati affinché non cali la luce sulla cultura e sulle espressioni artistiche più autentiche del nostro Paese”.
(SEGUE)